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CENNI STORICI |
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Qui
si procede all'accensione di un grande falò (qeradonulla) davanti
al sagrato della chiesa. Al momento dell'accensione si inneggia il canto
greco "Kristos Anesti" (Cristo è risorto). Il 26 ottobre cade la
festa del patrono, e per tre giorni si tiene la fiera. La tradizione vuole
che il giorno della vigilia, dal portone principale della chiesa, esca
il "cavallo di S.Demetrio" (kali Shèn Mitrit), sorretto alle spalle
da due persone. E realizzato in cartapesta e gira casa per casa,
portando messaggi augurali e ricevendo in cambio danaro, vino o altro.
Il mercoledi delle Ceneri, durante il carnevale, viene svolto il funerale
di "zu Nikolla", un vecchio vestito di stracci con a seguito vari personaggi
e donne in costume albanese. Subito dopo entrano in scena i diavoli
(djelzit), coperti di pelle di capra. |
COSA
C'È DA VEDEREDa vedere il Festivai della Canzone Arhëreshe che si svolge il secondo sabato del mese di agosto, ormai diventato un appuntamento insostituibile delle espressioni canore degli italoalbanesi. L'interesse maggiore del turista e del visitatore viene suscitato dal Collegio che incorpora la chiesa di Sant'Adriano, costruita verso il 955 da S Nilo che costituisce un raro esempio di architettura normanno-bizantina. A circa 1 km dalla chiesa di Sant'Adriano, sul ripido pendio presso il torrente di S. Elia, sorgono ancora gli avanzi di un piccolo santuario eremitico, noto come "Grotta di S. Nilo". La chiesa di S.Demetrio Martire, formata da tre navate, è situata nel centro storico e costituisce uno degli esempi più validi di architettura realizzata da maestranze calabresi con vari restauri dal XVI al XIX sec. Per chi viene a S. Demetrio, si consiglia di visitare la bottega del maestro Hevzi Nuhiu, artista del legno. Pregevoli sono i lavori con motivi ornamentali orientali. Si possono acquistare le bambole col caratteristico costume albanese, presso l'edicola "Ambrosino". |
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